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 26/09/19  Prof. R. Chimenz  "L'interpretazione della  proteinuria e dell'ematuria in pediatria"
 03/10/19

 *PAUSA CONGRESSO/ONSP*

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10/10/19

 Prof.ssa M.F. Messina

 "La comunicazione in Pediatria nell'era del digitale"

17/10/19

 Prof.ssa M. P. Calabrò  "Lo scompenso cardiaco nel       neonato"
 24/10/19

 Prof.ssa M. Wasniewska

 "Insufficienza surrenalica acuta"

 31/10/19

   *** Pausa Festività***         *** Pausa Festività***

 07/11/19

 Prof. C. Salpietro  "Il dolore e la febbre in PSP"

 14/11/19

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 21/11/19

 Prof.ssa E. Gitto

 "Supporto ventilatorio del neonato pretermine"
 28/11/19

 ****Pausa Congresso****

       ****Pausa Congresso****
 05/12/19

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 12/12/19

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 19/12/19

    --- PAUSA FESTIVITÀ ---

   --- PAUSA FESTIVITÀ ---

   --- PAUSA FESTIVITA' ---

   --- PAUSA FESTIVITA' ---

   --- PAUSA FESTIVITA' ---

 09/01/20

 Dott.ssa L. Colavita

"Il pediatra e la terapia molecolare allergologica"

 16/01/20

 

 
 23/01/20

 Prof.ssa M. Valenzise

       "Tetanie in età pediatrica"

 30/01/20

 Prof.ssa C. Alafaci  

 06/02/20

Prof.ssa R. Gallizzi  " Sindromi autoinfiammatorie"

 13/02/20

 Prof. F. Squadrito  (da definire)
20/02/2020

Prof. G. Di Rosa

 (da definire)
 

Dal 09/03 al 16/04 Pausa per emergenza COVID

 
23/04/2020

Prof. GB. Paijno

"Orticaria cronica"
07/05/2020

 Prof. R. Chimenz

" Emergenze/urgenze nefrologiche in età pediatrica"
14/05/2020

  Prof.ssa E. Gitto

  "Aspetti intensivi del Covid neonatale e pediatrico"
21/05/2020

  Prof GB. Paijno

 "L'allergia alimentare si può curare?"
28/05/20

 Prof. C. Salpietro

 "Osservazione breve intensiva: una sfida innovativa per la Pediatria dello Stretto"
04/06/20

 Prof. F. Lombardo

"Nuove tecnologie nel diabete di tipo 1"
11/06/20

Prof.ssa M. Wasniewska 

 "Peculiarità della tiroidite di Hashimoto in età pediatrica"

 

16/06/20

 Prof.ssa Gitto

 "Stabilizzazione e supporto ventilatorio del neonato in sala parto"
18/06/20

 Prof.ssa  R. Gallizzi  

 

"Immunodeficienze"

25/06/20

 Prof.ssa M. Valenzise  "Diselettrolinemie"
02/07/20

 Dott. T. Aversa; Dott.ssa S. Briuglia; Prof.ssa M. Wasniewska

 "La bassa statura di origine genetica"

 

 

 
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× Storia della Pediatria Messinese

Scoperta la vera storia della Pediatria Accademica di Messina sepolta sotto le macerie del terremoto del 1908

Farnetani I.
Università degli Studi di Scienze Umane e Tecnologiche, Malta"

Siamo profondamente grati al Prof. Italo Farnetani, pediatra, giornalista e storico della Pediatria di impareggiabile bravura, per aver dato all'Università di Messina, all'Azienda Ospedaliera Policlinico ed alla città di Messina, l'oppourtunità di conoscere la vera straordinaria storia della Pediatria messinese fondata nel 1906".
Dir. Scuola Spec. Ped. Prof. Carmelo Salpietro
Introduzione
Fino a oggi si riteneva che l’insegnamento della pediatria presso l’Università di Messina fosse avvenuto nel 1919, uno fra gli ultimi atenei italiani. Uno studio realizzato da chi scrive, presentato al 17° Meeting nazionale di genetica, immunologia e pediatria d’urgenza, tenuto dal 24 al 26 novembre 2016, al Centro Congressi dell'Hotel Europa Palace di Tremestieri (ME), smentisce questa notizia. Lo studio rivoluziona questa impostazione perché chi scrive ha scoperto documenti, fino a ora sconosciuti agli storici che dimostrano che l’Università di Messina nel 1906,  istituzione dell’insegnamento della pediatria e fu una fra le prime italiane. Il primo professore di pediatria a Messina fu Domenico Crisafi che era nato a Santa Teresa in Riva, a pochi chilometri dalla città. Il Crisafi purtroppo morì sotto le macerie del terremoto che distrusse la città nel 1908. in questo terribile sisma andò distrutto anche tutto l’archivio dell’Univesità ed è per questo che se ne era persa la memoria. L'autore, con una approfondita e lunga ricerca storica, ha potuto ricostruire la storia del Crisafi.
La Scoperta
In tutte le pubblicazioni di storia della pediatria, sia degli anni Trenta del Novecento, fino alle più recente [1] (1993), perfino nei trattati [2] è indicato che l’insegnamento della pediatria presso l’Università degli Studi di Messina fu attivato per la prima volta nel 1919. Si tratta di una notizia errata, in quanto già dall’anno scolastico 1905/1906 fu attuato un corso libero di pediatria e dal 1° novembre 1906, cioè dall’anno scolastico 1906/1907, fu fondato l’istituto di pediatria e conferito l’incarico dell’insegnamento a Domenico Crisafi. L’errore è stato determinato dal fatto che, a seguito del devastante terremoto che colpì la città il 28 dicembre 1908, andarono distrutti gli archivi pubblici, perdendo così la documentazione relativa all’istituzione dell’insegnamento della pediatria. La ricerca di chi scrive  ha permesso di reperire i documenti [3] che attestano l’istituzione della cattedra messinese e poter redigere la biografia di Domenico Crisafi che è il fondatore dell’insegnamento della pediatra accademica messinese.

Fig. 1 Copertina di un raro esemplare dell’annuario dell’Università di Messina del 1906, documento che attesta la fondazione della cattedra di Pediatria.

Fig. 2 Annuario dell’Università di Messina, 1906/1907, in cui è riportata la data dell’incarico di insegnamento del Crisafi

In questo modo si è potuto anticipare di tredici anni l’istituzione dell’insegnamento a Messina, in tal modo, tale università risulta essere una delle prime in Italia (Tab. 1) ad avere istituito la cattedra di pediatria e nello stesso tempo, rispetto alle università che hanno attivato prima del 1906 l’insegnamento, è l’unica che ha potuto disporre di un docente del luogo.

Tabella 1 Università italiane, disposte in ordine ascendente, ove è stato istituito l’insegnamento della pediatria

Il Primo Professore
Domenico Crisafi nacque a Santa Teresa in Riva il 14 luglio 1873 da Luigi, possidente, di 22 anni, e Concetta  Zacami. Dopo la laurea, fu aggregato all’istituto di patologia speciale chirurgica dell’ateneo messinese. Questo periodo fu determinante per la formazione del Crisafi, infatti, allora, l’insegnamento delle patologie speciali, sia medica sia chirurgica, non prevedevano la parte clinica, per cui l’attività didattica e di ricerca era concentrata soprattutto sul laboratorio. Il Crisafi, seguendo gli interessi scientifici dell’Ottocento, influenzati dalle grandi scoperte nel campo della fisica, chimica e biologia, della prima parte del secolo, e della batteriologia, nella seconda parte, si dedicò alla ricerca di laboratorio, quella che oggi è definita di base. Dal 1901 iniziò a occuparsi della pediatria. Ricordiamo infatti che negli anni Novanta dell’Ottocento, prese forza in Italia il movimento pediatrico che culminò nel 1898 nella fondazione della Società italiana di pediatria (Sip).
Il ponte tra Messina e Berlino
La prima pubblicazione di carattere pediatrico del Crisafi, apparve nel 1901 su “La Pediatria" [4, 5] la prestigiosa testata edita presso l’Università degli Studi di Napoli. Dal titolo Per la patogenesi del pavor nocturnus: nota preventiva per critica ad una teoria del dott. Rey (da Aquisgrana) si nota già una caratteristica del Crisafi, che è quella di avere come punto di riferimento la pediatria tedesca, infatti la Berlino del Kaiser, l’Imperatore Guglielmo II (1859 - 1941), era divenuta la capitale mondiale del mondo scientifico, mentre la lingua tedesca era il codice della comunicazione scientifica, come oggi è l’inglese. Questa dimensione internazionale del Crisafi si nota anche dal fatto che era il corrispondente italiano della prestigiosa rivista tedesca "Jahrbuch für Kinderheilkunde und physische Erziehung”, fondata a Berlino nel 1859 e che è pubblicata ancora oggi. Il Crisafi, relazionava periodicamente le scoperte scientifiche prodotte dalla ricerca pediatrica italiana.
Il primo Pediatra di Messina
L’orientamento verso la pediatria si conferma con l’iscrizione alla Sip, avvenuta nel 1903. è interessante notare che, come indirizzo riportato nell’annuario della Società, c’è quello di Via dell’Università, 53, Messina.

Fig. 3 Annuario della Società italiana di pediatria, ove risulta, a sinistra il numero progressivo di iscrizione alla Società, di seguito l’indirizzo e nella colonna a destra l’anno d’iscrizione.
Nel 1905 il Crisafi conseguì la libera docenza in pediatria presso l’istituto di studi superiori di Firenze, realizzando la monografia Sulla importanza del fegato e sugli effetti che in esso si determinano nelle tossi infezioni [sic] gastro-intestinali dei bambini, di 128 pagine. Questa monografia è interessante perché dimostra l’interesse per la ricerca di laboratorio, ma anche la radicazione nel territorio del Crisafi, infatti, la patologia gastrointestinale e i disturbi della nutrizione in generale erano una importante causa di mortalità infantile, pertanto, lo studio del Crisafi è finalizzato alla clinica, pur mantenendo l’ottica dello studio di laboratorio, andando a studiare gli aspetti dei vari parametri influenzati dal fegato. Bisogna ricordare però che il Crisafi era poco incline a viaggiare. Aveva dovuto trovare un istituto universitario in cui poter presentare i titoli per l’idoneità all’insegnamento della pediatria. Non poteva essere Messina, ove tale cattedra non esisteva. Pur avendo scelto Firenze, non frequentò mai la clinica toscana, come dimostra che preferì pubblicare la monografia a Messina e lo fece presso la tipografia Guerriera, ma non lo troviamo nemmeno fra i partecipanti del V congresso nazionale di pediatria che fu organizzato da Giuseppe Mya (1857 . 1911), che era l’ordinario che era il suo referente per conseguire la libera docenza.
La Pediatria Accademica
Conseguita la libera docenza nel 1905, il 26 dicembre dello stesso anno il Crisafi   trasferì l’abilitazione presso l’Università di Messina e, dal 1906, iniziò a tenere un corso libero. Le lezioni si svolgevano il lunedì, il mercoledì e il venerdì dalle ore 12 alle ore 13.

Fig. 4 Annuario dell’Università di Messina dell’anno 1905/1906. Si tratta dell’elenco dei liberi docenti da cui risulta (colonna di destra) il giorno in cui il Crisafi consegnò la libera docenza a Messina, iniziando dal mese di gennaio 1906 un corso libero di pediatria.

 

Fig. 5 Annuario dell’Università di Messina dell’anno 1905/1906. Orari del corso libero di pediatria.

Dal 1 novembre 1906 fu conferito l’incarico dell’insegnamento a Domenico Crisafi e fondato l’istituto di pediatria.

Fig. 6 Annuario dell’Università di Messina, 1906/1907: organico dell'istituto di pediatria.

Nel 1907 si svolse, a Padova, dal 2 al 6 ottobre 1907, il VI congresso pediatrico italiano, presieduto dall’ordinario dell’ateneo patavino, Vitale Tedeschi (1854 . 1919). Il Crisafi, ormai uno dei docenti italiani, inviò a Tedeschi un telegramma in cui giustificava la sua assenza e scrisse: «… sono perciò obbligato a rinunciare con rincrescimento alla stabilita e desiderata gita a Padova, auguro le migliori sorti a codesto congresso…».
Fu socio ordinario della Reale Accademia peloritana. La brillante carriera del Crisafi e lo sviluppo della pediatria accademica messinese, fu drammaticamente interrotta dal sisma che colpì la città il 28 dicembre 1908, perché il Crisafi morì sotto le macerie della città.

I successori
È interessante notare però che in pochi anni, nel 1919, l’ateneo messinese era stato completamente ripristinato e nuovamente attivato l’insegnamento di pediatria. che fu affidato a un altro messinese, Sebastiano Cannata che diresse la clinica dal 1919 al 1928, in seguito Ivo Nasso (1892-1976) fino al 1931, Salvatore Maggiore fino al 1940 , che fu anche rettore dell'università di Messina dal 1939 al 1940, Michele Gerbasi fino al 1943 Salvatore Barberi (1889-1994) fino al 1969, mentre Aldo Ferlazzo (1919 - 1994) fino al 1994. Tutti i docenti si sono formati alla “Scuola di Rocco Jemma” la più importante d'Italia. Lo studio dell'insegnamento della pediatria in Italia dimostra l'importanza della cattedra di Messina perchè gli allievi della “Scuola di Rocco Jemma” nel corso dei decenni preferirono  trasferirsi da altre cattedre pur importanti, che rinunciare a quella messinese. Va notato anche il Barberi è stato, dopo Benigno Zaccagnini (1912 . 1989), il pediatra che è stato parlamentare per il maggior numero di anni e il Ferlazzo, il primo a portare la presidenza della società italiana di pediatria in Sicilia.

Bibliografia
Società italiana di pediatria, La pediatria in Italia, Milano 1937, p.137.
Barberi S., Messina, la pediatria italiana fra cronaca e storia, Rivista Italiana di Pediatria 1993; supplemento – 19/s1: 10.
Latronico N. Storia della pediatria, Torino:Minerva Medica;1977, p. 672
Annuario della r. Università di Messina, 1906-1907 (anno CCCLVII)  Messina : Tip. D'angelo, 1907
Bacchini M.R. La letteratura pediatrica a Napoli: “La Pediatria”. Pediatria oggi medica e chirurgica1969; 16: 255-8.


 

Il concetto di Philia  - da Wikipedia
Nell'ottavo e nel nono libro dell'Etica Nicomachea Aristotele tratta anche del concetto d'amicizia. Il filosofo comincia facendo l'analisi dei diversi fondamenti dell'amicizia: l'utile, il piacere e il bene; da questi derivano le tre tipologie d'amicizia: quella di utilità, di piacere, e di virtù.
L'amicizia di utilità è tipica dei vecchi, quella di piacere degli uomini maturi e dei giovani; gli amici in queste due tipologie non si amano di per se stessi ma solamente per i vantaggi che traggono dal loro legame: per tale motivo questi tipi di amicizia, basandosi sui bisogni e desideri umani, che sono volubili, si creano e si dissolvono con facilità.
L'unica vera amicizia è quella di virtù, stabile perché si fonda sul bene, caratteristica degli uomini buoni.

L'amicizia di virtù presuppone due condizioni fondamentali: l'uguaglianza fra gli amici (a livello di intelligenza, ricchezza, educazione ecc.) e la consuetudine di vita.
L'amicizia si distingue dalla benevolenza, che può non essere corrisposta, e dall'amore, perché nell'amore entrano in gioco fattori istintuali.

Aristotele tuttavia non esclude che un rapporto d'amore possa trasformarsi poi in una vera e propria amicizia.

La philia aristotelica esprime quindi il legame tra amicizia e reciprocità, fondato sul riconoscimento dei meriti e sul reciproco desiderio del bene per l'altro.
L'arte
L'arte, per Aristotele, è mimesi o imitazione, e non è negativa, come in Platone, ma significa essere creativi come lo è la natura. L'arte è un'attività che, lungi dal riprodurre passivamente la parvenza della realtà, quasi la ricrea secondo una nuova dimensione: è la dimensione del possibile e del verosimile.

Sotto questo punto di vista, l'arte è una forma di conoscenza non logica ma simbolica.
Rappresenta l'analogo della scienza: lo storico scrive fatti realmente accaduti, il poeta fatti che possono accadere.

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